Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

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Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi maxxot il Mar Lug 20, 2010 1:09 pm

In un altro post mi avevate spiegato che l' opera non è morta, nel senso che, indipendentemente dalla loro fama, soprattutto ad es. nei paesi nordici, di nuove produzioni ce ne sono. OK. Allora, sempre considerando il fatto che anche qua in Italia saranno sicuramente stati composti nuovi lavori, io scrivo che in modo drastico si potrebbe dire che l' opera italiana è morta con Puccini. Il mio pensiero è che per qualche arcano motivo così come i compositori della giovine scuola avevano fatto da ricambio ai compositori della generazione verdiana, non c'è stato alcun ricambio per i vari Leoncavallo-Mascagni-Puccini perchè pur non essendo andato a spulciare internet non mi viene in mente nessun operista italiano che abbia composto qualcosa di famoso o comunque entrato stabilmente in repertorio, nato tra il 1880 e i primi del 900.
Ma come mai secondo voi la generazione della giovine scuola, nata intorno al 1860, non ha avuto adeguato ricambio?
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 20, 2010 1:16 pm

maxxot ha scritto:Ma come mai secondo voi la generazione della giovine scuola, nata intorno al 1860, non ha avuto adeguato ricambio?

Perché in fin dei conti dell'opera in quanto tale in Italia non è mai importato molto a nessuno, e una volta inventato il cinematografo, buonanotte!

Poi è arrivata la televisione, che si può vedere addirittura in pantofole, e buonanotte anche a quello.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi fulvio il Mar Lug 20, 2010 1:16 pm

A me verrebbe in mente solo Riccardo Zandonai (Rovereto, 28 maggio 1883 – Trebbiantico, 5 giugno 1944). La sua Francesca da Rimini (1914) è sicuramente un titolo importante, però mi rendo conto che effettivamente, dopo il periodo aureo sopra citato, in Italia si sia fatto anche molto (Malipiero, Nono, ecc.), ma niente di tutto questo è riuscito ad entrare stabilmente in repertorio.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi Berlioz il Mar Lug 20, 2010 1:22 pm

perche con Puccini si chiude un' era come la si chiude con Strauss. Da li si e' ripartiti con altri linguaggi ed altre forme
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi maxxot il Mar Lug 20, 2010 1:27 pm

Infatti pur non essendo l' entrata in repertorio di un' opera un valore assoluto (perchè io ad esempio penso che alcuni lavori di Mascagni,sia pure sicuramente inferiori alla Cavalleria meriterebbero una maggiore attenzione), si può dire che gli ultimi titoli italiani presenti nei repertori operistici internazionali sono appunto solo quelli della giovine scuola. Sono d' accordo con Mascherpa dell' influenza nefasta del cinematografo e della TV, però tenendo anche conto del fatto che la TV da noi è arrivata solo nel 54 e che il cinematografo ancora negli anni 20 era una forma d' arte relativamente recente, sono stupito dal fatto che alla generazione del 1860 non ne sia immediatamente seguita un' altra altrettanto o quasi creativa. E se anche Puccini non si fosse ammalato l' agonia della nostra tradizione operistica si sarebbe protratta giusto ancora solo per qualche anno durante i quali forse il maestro avrebbe magari composto ancora un altro lavoro ma poi comunque sarebbe venuto il nulla
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi fulvio il Mar Lug 20, 2010 1:31 pm

Berlioz ha scritto:perche con Puccini si chiude un' era come la si chiude con Strauss. Da li si e' ripartiti con altri linguaggi ed altre forme


Sì, questo è vero, però con una differenza sostanziale: in ambito europeo il rinnovamento del linguaggio musicale ha coinciso con l'affermarsi, anche nell'opera, di alcuni titoli ancora oggi rappresentati (penso a Berg, Britten oppure a Stravinskij, ecc.), mentre in italia davvero poco è rimasto in repertorio di tutta la produzione post-pucciniana. Ci sarebbero poi le opere di Tutino...
L'unico autore operistico significativo e che gode ancora di un certo favore in fatto di rappresentazioni è forse Menotti.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi mascherpa il Mar Lug 20, 2010 2:02 pm

fulvio ha scritto:
Berlioz ha scritto:perche con Puccini si chiude un' era come la si chiude con Strauss. Da li si e' ripartiti con altri linguaggi ed altre forme


Sì, questo è vero, però con una differenza sostanziale: in ambito europeo il rinnovamento del linguaggio musicale ha coinciso con l'affermarsi, anche nell'opera, di alcuni titoli ancora oggi rappresentati (penso a Berg, Britten oppure a Stravinskij, ecc.), mentre in italia davvero poco è rimasto in repertorio di tutta la produzione post-pucciniana.


Proprio per spiegare questa differenza sostanziale è opportuno, a mio parere, ricordare la determinante prevalenza, nel gusto del pubblico italiano, del criterio edonistico (che un famoso editoriale della rivista di Casa Ricordi a carico del Verdi dell'Attila chiama addirittura «sensuale») rispetto a quello definibile piú propriamente estetico. Questo era diventato imprescindibile in ambito tedesco (e poi inglese) dopo la folgorante apparizione di Mozart (che è indebitato fin che si vuole con i Napoletani, ma quel che makes the difference ce l'ha messo lui), e ha consentito il successivo inserirsi nel repertorio d'autori come i citati Berg, Britten e Stravinskij, anche se questo non toglie che alcune opere di Puccini e quella di Leoncavallo rimangano le piú frequentate tra tutte proprio in Germania...

Non condivido, comunque, che in Italia, dopo Puccini, sia operisticamente «venuto il nulla»: è stato il pubblico italiano a non interessarsi piú di nulla: ben piú consono allle esigenze medie di gusto (e anche piú economico) divenne andare al cinema, e poi guardare la televisione. Soprattutto per i numerosi nostalgici dei tempi d'oro quando «cantava Caffariello», quando «la musica era altra cosa»...
Ultima modifica di mascherpa su Mar Lug 20, 2010 2:36 pm, modificato 1 volte in totale.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi superburp il Mar Lug 20, 2010 2:36 pm

mascherpa ha scritto:Non condivido, comunque, che in Italia, dopo Puccini, sia operisticamente «venuto il nulla»: è stato il pubblico italiano a non interessarsi piú di nulla.


Vero, aggiungendo al pubblico i vari direttori artistici. Ho sentito un po' di tempo fa su youtube qualche estratto di un'opera di Pizzetti (con Raimondi, forse era Assassinio nella cattedrale) e non era affatto male.
Purtroppo però se un nome attira poco il pubblico lo snobba e il direttore artistico lo mette nel cassetto.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi Berlioz il Mar Lug 20, 2010 2:57 pm

oddio fra tutti proprio Pizzetti... 8)
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi paperino il Mar Lug 20, 2010 3:00 pm

fulvio ha scritto:L'unico autore operistico significativo e che gode ancora di un certo favore in fatto di rappresentazioni è forse Menotti.


Aggiungerei, come è già stato suggerito, Pizzetti (almeno con Assassinio nella Cattedrale), Dallapiccola (Il Prigioniero) e Rota (Il cappello di paglia di Firenze). Ma di lavori interessanti da frequentare con molta più assiduità per me ce ne sarebbero diversi.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi paperino il Mar Lug 20, 2010 3:01 pm

Berlioz ha scritto:oddio fra tutti proprio Pizzetti... 8)


Come numero di rappresentazioni del dopo Puccini-Mascagni italiano penso sia ai primi posti.
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi senzapre7ese il Mar Lug 20, 2010 5:17 pm

mascherpa ha scritto:Non condivido, comunque, che in Italia, dopo Puccini, sia operisticamente «venuto il nulla»: è stato il pubblico italiano a non interessarsi piú di nulla


Sono d'accordo (ma non ne avevamo già discusso in un topic simile?): l'opera italiana si è caratterizzata storicamete come melodica, in un certo senso "facile", e in questo ambito si sono mossi anche i nostri compositori più grandi - con risultati meravigliosi, ma quasi mai sperimentali. Lo stesso Puccini resta "orecchiabile" in confronto a quanto veniva scritto negli stessi anni nel resto d'Europa... le sue incursioni nella modernità non lo rendono un autore meno tradizionale.
Con l'affermarsi di atonalità, dodecafonia, serialità... ecc. semplicemente non c'è stato più un pubblico disposto a seguire queste nuove strade, e di conseguenza per i nuovi compositori non c'è la possibilità economica per dedicarsi a un lavoro complesso come una composizione operistica - già è un successo se riescono a far eseguire un pezzo di 20 minuti...
Detto questo, qualcuno ancora ci prova: al Regio di Torino la stagione 2010-11 si chiuderà con un nuovo lavoro di Solbiati, Leggenda tratto dai Fratelli Karamazov, che non voglio perdermi.

Comunque, maxxot, se posso permettermi ti consiglierei di goderti questa tua passione per Puccini, Mascagni, Leoncavallo, ecc., ma non precluderti in futuro l'ascolto di opere che non appartengono alla nostra tradizione e possono sembrarti ostiche o noiose (non solo Wagner, ma Debussy, R. Strauss, Janacek, Bartok, Stravinskij, Schoenberg, Berg, Britten... tanto per citare i più noti). Scoprirai che l'opera non è morta affatto con Puccini, ma anzi ha toccato nel Novecento vertici che mettono un po' in ombra le nostre glorie nazionali. (E lo dico con rammarico, nonostante il mio amore per Puccini).
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi maxxot il Mar Lug 20, 2010 6:16 pm

Diciamo che sicuramente un certo provincialismo italiano che fa sì che i movimenti culturali del resto del mondo qui siano sempre arrivati un poco dopo, magari non c'ha gioviato, anche se a mio parere un pochino Puccini e soci furono ad esempio comunque influenzati dal wagnerismo, al di là del fatto che comunque come ha scritto senzapre7ese Puccini s'è discostato sino a un certo punto dalla tradizione italica restando sostanzialmente un melodico e non a caso, e qui magari scrivo una cavolata, le sue opere più rappresentate sono quelle con le melodie più orecchiabili e riuscite.
Io stesso sono avvinto da questo provincialismo perchè in un altro topic ho scritto che l' ascolto di Wagner mi spaventa perchè l'ho battezzato già a priori come "noioso" e secondo me anche tanti altri appassionati d' opera provetti come il sottoscritto più o meno rifuggono wagner a priori temendo lavori lunghi e noiosi.
Poi non so se i compositori italiani del dopo-Puccini, magari anche loro comunque melodici, non hanno trovato il loro spazio anche perchè magari da sempre e non solo dagli ultimi anni i teatri italiani hanno sempre preferito andare sul sicuro e rappresentare una produzione navigata come la Tosca piuttosto che rischiare una novità perchè se andiamo a vedere bene anche i lavori cosidetti minori di un compositore della statura di Puccini, non creado che siano poi messi in cartellone troppo spesso. E' vero che se sono definiti lavori minori ci sarà pure un motivo ma ragionando così, allora anche la Madama Butterfly che alla prima fu un insuccesso, l' avrebbero dovuta mettere in un cassetto e dimenticarla e invece così non è stato. A questo proposito, ad esempio, sono stupito del fatto che la Manon Lescaut fu subito applauditissima perchè io la trovo invece ad esempio inferiore alla Butterfly, ma si vede che anche all' epoca il pubblico aveva i suoi gusti
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi orphicus il Mar Lug 20, 2010 8:00 pm

Personalmente credo abbiamo giocato anche fenomeni non musicali. Puccini ha avuto la "fortuna" di morire nel 1926 sfiorando appena il Regime fascista con cui i compositori più giovani sono stati costretti a venire a patti in un modo o nell'altro e l'impressione è che con la caduta del regime si sia voluto in qualche modo dimenticare chi era stato in qualche modo "complice" con il medesimo almeno in quei settori come quello culturale dove era possibile fare maggiormente gli schizzinosi.
Comunque l'opera italiana non muore certo con Pucini e numerosi sono i compositori che meriterrebbero di comparire più frequentemente sui palcoscenici. Oltre al già citato Pizzetti vorrei ricordare Italo Montemezzi, il cui "Amore dei tre Re" è un'autentico gioiello. Poi Respighi, Rota e - se vogliamo considerarlo italiano - Ferruccio Busoni.
se l'italiano melodrammatico per natura abbia creato il melodramma
o il melodramma abbia creato lui melodrammatico per conseguenza
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Re: Come mai l' opera italiana è morta con Puccini?

Messaggiodi Maurizio Dania il Mar Lug 20, 2010 8:50 pm

Ma nessuno ha mai visto le opere di Azio Corghi? Gargantua a Torino ad esempio. Un capolavoro. E poi...
Mazapegul (1985), balletto per ottetto vocale e oboe
Blimunda (1989), opera lirica in 3 atti tratta dal Memoriale del convento di José Saramago
Un petit train de plaisir (1991), balletto dai Péchés de vieillesse di Gioachino Rossini
Divara ("Wasser und Blut") (1993), dramma musicale in 3 atti dal dramma teatrale In nomine Dei di José Saramago
Isabella (1996), teen-opera da L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini
Rinaldo & C. (1997), Baroccopera da Rinaldo di Georg Friedrich Händel
Tat’jana (1999), dramma lirico da Tat’jana Repina di Anton Cechov
Sen'ja (2002), dramma lirico da Sulla strada maestra di Anton Cechov
Il dissoluto assolto (2005), atto unico su libretto di Azio Corghi e José Saramago.
Sono morti gli ascoltatori, i melomani, coloro che gettavano il cuore e la mente dietro gli angoli della vita, anche musicale.
Chi non ama la musica, invecchia prima degli altri.
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