A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Berlioz il Gio Lug 29, 2010 1:51 pm

mascherpa ha scritto:
Berlioz ha scritto:
mascherpa ha scritto:ome l'integrale di đQ/T nei calcoli di Clausius).


PS. Sublime al finezza del differenziale tagliato

Nel 1967, senza quel "taglietto" l'esame di chimica fisica aveva buone probabilità di finire in fretta...


Da me invece era l'esame di Fisica I che rischiava di finire in fretta...
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Berlioz il Gio Lug 29, 2010 1:54 pm

mascherpa ha scritto:Credo che abbiamo stabilito un nuovo record di OT.


Non certo in materia di rapidita' (ci sono volute ben due pagine) ma sicuramente in materia di argomento...anzi ben due OT in parallelo!
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi mascherpa il Gio Lug 29, 2010 2:03 pm

Berlioz ha scritto:...ben due OT in parallelo!

Buon risultato, però ci manca ancora il vero OT quadro, ossia l'OT rispetto all'OT...
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Gio Lug 29, 2010 3:53 pm

Sì, giusto, scusa, recitavo gli interpreti a memoria, Fidelio con Christoff, Berdini e Monti e non Valletti, come avevo erroneamente scirro, Valletti infatti canta, ma nell'altra opera: Eugenio Onieghin.. a posto così.
Grazie per il suggerimento e spero di trovarle, quelle altre, cantate nella traduzione ritmica italiana. Ormai posso ben sperare con queste collane di ristampe d'interpretazioni anni cinquanta in italiano.
Da come ho capito, informandomi, in pratica, si possono allestire opere straniere composto in una lingua diversa dall'italiano solo se il compositore delle stesse ne abbia originariamente curato o abbia autorizzato un'edizione in italiano e non viene più preso in considerazione il fatto che la maggior parte delle opere composte in lingue diverse dall'italiano venivano in passato cantate "arbitrariamete" in italiano. Mi pare più o meno di aver capito così!
Beh.. teniamoci a questo punto quello che è rimasto di cantato in italiano di quel grande patrimonio operistico nostrano.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Berlioz il Ven Lug 30, 2010 10:15 am

mascherpa ha scritto:
Berlioz ha scritto:Sono alla ricerca di una Vedova allegra in olandese

Non dovrebbe esserti impossibile trovarla, se consideri che per almeno un ventennio dopo la guerra l'uso del tedesco fu pressoché tabú in Olanda.


Ieri sono stato nel mio negozio di fiducia per comprare la Divara di Corcghi che mi ascoltero' nel week end.

Ho chiesto se avevano notizie di una Vedova in olandese.

Un signore che e' sempre li a fare salotto, piu' vicino agli ottanta che ai settanta mi ha detto:

Hanna Glawari zingt niet in het Nederlands

Anche il proprietario mi ha detto di non aver mai visto una registrazione della Vedova in Olandese, ne' di avervi mai assistito. Il che ovviamente non vuol dire che non esista.. 8)
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi mascherpa il Ven Lug 30, 2010 10:15 am

Syrio ha scritto:Da come ho capito, informandomi, in pratica, si possono allestire opere straniere composto in una lingua diversa dall'italiano solo se il compositore delle stesse ne abbia originariamente curato o abbia autorizzato un'edizione in italiano e non viene più preso in considerazione il fatto che la maggior parte delle opere composte in lingue diverse dall'italiano venivano in passato cantate "arbitrariamete" in italiano.

In realtà, i compositori dell'Ottocento e del primo Novecento non consideravano "arbitrarie" le traduzioni delle loro opere, che erano innanzitutto una richiesta del mercato (ente supremo al quale gli operisti sono sempre stati e sono ipersensibili). Talvolta le curava personalmente, da Verdi, per quelle francesi, a Richard Strauss, che, d'accordo con il librettista von Hoffmannsthal, per la presentazione del Rosenkavalier a Milano preferí far diventare... russi Valzacchi e Annina, e giú giú fino a Poulenc e a Dallapiccola, che diedero in traduzione (rispettivamente italiana e tedesca) le prime assolute dei loro lavori piú ambiziosi per il teatro. Tal'atra l'editore-propietario le affidava a musicisti e verseggiatori di sua fiducia; altra ancora le traduzioni d'opere "di pubblico dominio" erano passatempo di direttori a riposo (celebre il caso delle opere dapontiane di Mozart, a cui si dedicò Hermann Lewy, il primo direttore di Parsifal, dopo che aveva dovuto abbandonare il podio per ragioni cardiache). In altri casi ancora, l'Autore realizzava la traduzione già in parallelo alla stesura originale: da Janáček, che collaborava, grazie ai buoni uffici dell'Universal Edition, nientemeno che con Max Brod, al vivente Aribert Reimann, del quale la versione inglese di Lear (usata nella finora unica rappresentazione italiana dell'opera, Torino 2001, ben 23 anni dopo la création) è considerata "originale", non diversamente dai lavori Janáček-Brod. Assimilerei a questi casi quelli verdiani del secondo Macbeth (che, ovviamente, fu rappresentato la prima volta in francese) e del Don Carlo (la versione italiana di quest'opera fu usata la prima volta a Londra, dove l'opera giunse in teatro prima che in Italia). Ma anche (cosa che nessuno si degna mai di ricordare) la prima edizione a stampa dello spartito del Boris, pubblicata da Bessel con la supervisione di Musorgskij già quindici giorni avanti la prima rappresentazione assoluta dell'opera, contiene, oltre al testo russo originale, le versioni ritmiche in francese e tedesco. Il caso delle traduzioni che realmente si possono definire "arbitrarie", realizzate per autonoma iniziativa degl'impresari teatrali (come, ad esempio, per le opere buffe di Rossini nella prima metà dell'Ottocento, che a Praga o a Varsavia non venivano di certo rappresentate in italiano) era di fatto scomparso già oltre un secolo fa, e di certo non ha nulla a che fare con le esecuzioni EIAR-RAI degli anni di quaranta o settantacinque anni fa.

Quindi, se fosse vero che la partecipazione o l'autorizzazione dell'Autore fossero condizioni sufficienti per mantenere in vita l'uso delle traduzioni, queste sarebbero ancora comunissime. Qui da noi in Italia sono, invece, quasi totalmente scomparse (l'ultimo caso d'un'opera del grande repertorio che ho sentito in teatro tradotta è stato quello del Lohengrin parmense del febbraio 2000); all'estero sono diventate appannaggio di certi palcoscenici (ho già ricordato la Komische Opere e il Coliseum), ma non s'è persa l'abitudine di realizzare nuove traduzioni, anche in funzione delle nuove tendenze registiche (ad esempio sono molto recenti quelle di Nozze di Figaro e Don Giovanni attualmente in repertorio alla Komische). Al di là di considerazioni estetiche (sempre estensibili o comprimibili a mo' di fisarmonica), direi che la pratica scomparsa delle traduzioni dalla scena lirica italiana sia stata sostanzialmente legata al progressivo "ingessamento" del repertorio e, soprattutto, alla drastica diminuzione del numero totale degli spettacoli, incluso il cessare, dopo mezzo secolo di glorie, della "produzione" operistica della radio di Stato. Lo studio, ad esempio, d'un'opera di Wagner in italiano non si giustifica piú, per un cantante, dal punto di vista economico, specie dopo che anche il mercato sudamericano s'è progressivamente orientato verso l'uso degli originali tedeschi, in seguito alle due successive ondate d'immigrazione dalla Germania dopo il 1933 e dopo il 1945 (convergenti da questo punto di vista anche se del tutto antitetiche in sé). Ovviamente, a tutte queste ragioni si possono sovrapporre ideologiche tende o vernici, non diversamente da come si spacciano talvolta per "rigorosamente filologiche" scelte testuali dettate solo dallo sfiatamento di qualche interprete. Ognuno è libero di credere qul che gli pare.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Ven Lug 30, 2010 2:16 pm

Affascinante!
Specialmente la tua frase: ...Aribert Reimann, del quale la versione inglese di Lear (usata nella finora unica rappresentazione italiana dell'opera, Torino 2001, ben 23 anni dopo la création) è considerata "originale".
Accipicchia!
Il problema fondamentalmente è solo nella comprensione della lingua. Già quando capisci un'altra lingua diversa dall'italiano, come nel caso mio il francese, già è tutt'altro discorso, perché le opere sì che le compro in francese e le sento in francese e quindi già il problema è diminuito e perciò non disdegno assolutamente, in mancanza dell'italiano, ascoltare le opere composte in lingua diversa dall'italiano in francese. Eccezzione fatta per lo spagnolo. Ecco qui si apre un'altro difetto per me, un'altro argomento, che non voglio inserire in questo argomento, un problema mio, quì lo dico e quì lo chiudo, e perdonatemi se lo dico, ma non sento opere spagnole o in spagnolo, sarà una bellissima lingua, la più diffusa al mondo o la seconda in diffusione, non ricordo, ma mi risulta irrimediabilmente sgradita per l'opera lirica, infatti sono ermetico a quel repertorio, ve lo confesso e scusatemi, russo e tedesco riesco pur non capendoli ad assorbirli, spagnolo per nulla. Dopo un paio di tentativi di ascolto in spagnolo (La vida breva di de Falla e Marina di Emilio Arrieta quest'ultima cantata niente meno che da uno stupendo Kraus) ho lasciato perdere. Sono insensibile tra l'altro non solo alla lingua, ma al tipo di melodia lirica dell'opera spagnola modello Vida breve e simili e scusatemi in anticipo!
Ultima modifica di Syrio su Ven Lug 30, 2010 2:28 pm, modificato 1 volte in totale.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Ven Lug 30, 2010 2:25 pm

Ah ecco dimenticavo (la confessione mi ha fatto dimenticare il filo del discorso). Volevo dire, siccome, come dicevo, andava bene anche la traduzione ritmica francese che non disdegno affatto, proprio a proposito di questo, mi è saltato un titolo che non ho comprato e cercherò su Internet la lingua perché, dal titolo, mi sembra in francese, se sarà così, sarà bellissimo, perché il titolo è "Le Rossignol", l'autore Stravinsky (un'altro russo d'eccellenza mai ascoltato), quindi vai così con i russi d'eccellenza e incrementa la fila, un abbraccio :o .
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi mascherpa il Ven Lug 30, 2010 2:29 pm

Syrio ha scritto:... perdonatemi se lo dico, ma non sento opere spagnole o in spagnolo, sarà una bellissima lingua, la più diffusa al mondo o la seconda in diffusione, non ricordo, ma mi risulta irrimediabilmente sgradita per l'opera lirica...

Non c'è nulla da scusarsi: Mozart Amadé Wolfgang scriveva piú o meno le stesse cose sulla lingua francese... :mrgreen:
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi mascherpa il Ven Lug 30, 2010 2:40 pm

Berlioz ha scritto:Hanna Glawari zingt niet in het Nederlands

D'accordo. Ma in che lingua la facevano cantare sessant'anni fa? in francese? in inglese? in ungherese?...
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Sab Lug 31, 2010 9:08 am

mascherpa ha scritto:
Syrio ha scritto:... perdonatemi se lo dico, ma non sento opere spagnole o in spagnolo, sarà una bellissima lingua, la più diffusa al mondo o la seconda in diffusione, non ricordo, ma mi risulta irrimediabilmente sgradita per l'opera lirica...

Non c'è nulla da scusarsi: Mozart Amadé Wolfgang scriveva piú o meno le stesse cose sulla lingua francese... :mrgreen:


Son messo peggio di Mozart, lui diceva più o meno lo stesso per il francese, ma intanto il suo idolo era Gluck e amava infinitamente la sua musica e opere (Gluck a proposito è fra i miei operisti preferiti in assoluto e stravedo per l'opera Ifigenia in Aulide che a mio parere contiene musiche e melodie uniche ed è nella rosa delle mie opere d'eccellenza).
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Syrio il Sab Lug 31, 2010 10:30 am

E colgo l'occasione al volo per invitare coloro che non hanno ancora ascoltato, non hanno avuto modo di ascoltare, si erano programmati di farlo più avanti e non lo hanno fatto o si sono dimenticati, non potevano ma ora possono, che sono curioso e non la conoscono, invito quanti possono a sentire Ifigenia in Aulide di Gluck, possibilmente interpretata da cantanti eccellenti, di lingua francese, o che lo pronunciano bene, una registrazione possibilmente DDD per non fare pedere nulla delle qualità della partitura, un abbraccio (( :o ))
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Berlioz il Sab Lug 31, 2010 10:45 am

mascherpa ha scritto:
Berlioz ha scritto:Hanna Glawari zingt niet in het Nederlands

D'accordo. Ma in che lingua la facevano cantare sessant'anni fa? in francese? in inglese? in ungherese?...


Lui mi ha detto che l'ha sempre vista e ascoltata solo in tedesco. Relata refero


Di più nin zo.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Renato des Grieux il Sab Lug 31, 2010 1:33 pm

Syrio ha scritto:Ah ecco dimenticavo (la confessione mi ha fatto dimenticare il filo del discorso). Volevo dire, siccome, come dicevo, andava bene anche la traduzione ritmica francese che non disdegno affatto, proprio a proposito di questo, mi è saltato un titolo che non ho comprato e cercherò su Internet la lingua perché, dal titolo, mi sembra in francese, se sarà così, sarà bellissimo, perché il titolo è "Le Rossignol", l'autore Stravinsky (un'altro russo d'eccellenza mai ascoltato), quindi vai così con i russi d'eccellenza e incrementa la fila, un abbraccio :o .


La prima opera lirica di Stravinskij, sebbene nota in alcuni paesi dell'Europa Occidentale ed in America Settentrionale con un titolo francese, fu composta in lingua russa ed è basata sur una vecchia bellissima traduzione russa della fiaba d'Andersen. Un altro caso, non dissimle, è "Золотой петушок", ovvero "Le coq d'or" (in molti paesi durante tutta la prima metà del Novecento fu uso corrente eseguire quest'opera in francese), ovvero "Il gallo d'oro".
Infatti, faticai a trovare uno spartito di lingua originale nelle biblioteche, ma l'ho finalmente trovato (bilingue russo-francese) in rete.
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Re: A proposito di librettistica e di traduzioni ritmiche

Messaggiodi Renato des Grieux il Sab Lug 31, 2010 1:49 pm

Syrio ha scritto:Affascinante!
Specialmente la tua frase: ...Aribert Reimann, del quale la versione inglese di Lear (usata nella finora unica rappresentazione italiana dell'opera, Torino 2001, ben 23 anni dopo la création) è considerata "originale".
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D'Arrieta esistono registrazioni ufficiali di due opere composte su libretti di Temistocle Solera: "Ildegonda" e "La conquista di Granata". Bellissima musica, a mio avviso molto piú omogenea di "Marina", composta inizialmente come zarzuela e poi rivista.
"La vida breve", mi si perdoni la puntualizzazione, non è in idioma spagnolo, ma andaluso. Proprio in questi giorni la stavo ascoltando in una versione radiofonica della RAI del 1972 con Ángeles Gulín, Viorica Cortez, Pedro Lavirgen e Mario Petri. Curiosa mescolanza, perché l'idioma andaluso non l'ho sentito né in bocca alla Cortez, né in bocca a Petri (che cantava, apparentemente, in castigliano).

Ti raccomando inoltre di goderti una zarzuela come "Doña Francisquita" (con Arteta e Domingo, per esempio, o con Alfredo Kraus). Nel frattempo ascoltati la "canzone dell'usignolo":
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