Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

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Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi steccanella il Gio Lug 29, 2010 9:56 am

Immagino se ne sia già parlato in altri thread ma amen ripropongo il tema giacchè a mio parere ha un certo rilievo sul giudizio che ognuno può farsi circa una voce che in quanto umana ha alcune caratteristiche particolari che la fanno rendere più o meno bene in sede di registrazione sia live che in studio rispetto all'ascolto diretto on stage. Gli esperti vocali più accredtitati ne hanno accuratamente spiegato le ragioni (armonici, vibrazioni, volume, colore, tecnica di canto, appoggio fiato, sonorità orchestrali etc.) ma sta di fatto che sulla base del mio ascolto diretto di qualche annetto di frequentazione di Teatri di opera ho potuto accorgermi che vi sono voci che dal vivo deludono o viceversa e che quindi molto spesso è sbagliato criticare certe scelte delle principali case discografiche nel privilegiare in sede di casting di registrazione alcuni cantanti su altri.
Basandomi sugli ascolti diretti elenco alcuni esempi di voci che a mio parere rendevano o rendono in maniera diseguale in studio o on stage.
Ghena Dimitrova era tipico esempio di voce che in sede di registrazione perdeva tantissimo rispetto a quello che si poteva sentire a Teatro dove, assicuro, che la sua voce era un vero portento e tanto per fare un esempio concreto alla sua Abigaille del Nabucco inciso per la DG con Sinopoli (ruolo che on stage eseguiva in maniera sbalorditiva) si fa preferire la molto più fantasiosa Abigaille di Renata Scotto della edizione EMI diretta da Muti che certamente dal vivo se mai la avesse fatta sarebbe risultata ampiamente soccombente e stessa cosa può dirsi per la sua celeberrima Turandot che perde secca di fronte a a quella incisa dalla Sutherland che credo che on stage avrebbe avuto qualche... problemuccio.
Mariella Devia per ragioni forse opposte a quelle della Dimitrova è altra cantante cui il disco rende poca giustizia rispetto ai meriti direttamente verificabili e verificati dal vivo e in ciò ravviso l'esatto contrario della Serra che in disco risulta superlativa mentre a Teatro si apprezzava di più la sua tecnica superba che la voce assai bianchina e un pò chioccetta.
Piero Cappuccilli di certo non sfigura neppure in disco stante la sua somma grandezza ma ho direttamente verificato sentendolo on stage di come la sua voce fosse di gran lunga più emozionante a Teatro a differenza di un Bruson di certo eccelso anche on stage ma strepitoso in sede di registrazione.
Lucia Valentini- Terrani in disco era straordinaria e superiore all'ascolto a Teatro dove la sua voce bellissima e particolare era talvolta un tantino sorda e poco udibile
Maria Chiara non a caso ha inciso poco, dal vivo era spesse volte davvero notevole ma già la registrazione di AIda mostra una voce secchina e poco suadente.
Juan Diego Forez è altra voce che seppure straordinaria anche on stage (direttamente verificato nel recente Barbiere scaligero) è indubbio che in disco risulti senza rivale alcuno in altri termini assolutamente straordinario come nei recital in commercio e in questo grande differenza rispetto a un Blake o ad un Merritt assai più delduenti in disco rispetto a Teatro.
Mirella Freni con buona pace di Giudici che ne esalta ogni incisione a mio parere era molto meglio on stage in disco infatti risulta a mio modesto parere un pò piattina e noiosetta mentre a Teatro quella voce così tonda e piena e perfetamente emessa ed appoggiata faceva il suo bell'effetto.
Cecilia Gasdia non mi ha mai esaltato ma in disco appariva assai più sonora e vibrante che in Teatro dove ad onta della sua intelligenza e musicalità era e restava una...vocetta.
Edita Gruberova ho avuto la fortuna di sentire la sua Zerbinetta in Scala nel 1983 e vi assicuro che quello che si sente sui tanti suoi dischi non rende per nulla la idea di cosa fosse dal vivo il suo virtuosismo.
Katia RIcciarelli aldilà dei tanti difetti e delle tante pari sbagliate aveva una voce che il disco esaltava nel suo timbro magico mentre on stage si notavano alcune disuguaglianze che spesso disturbavano la linea.
Josè Carreras voce molto fonogenica certo ma era meglio on stage perchè la sua generosità di canto esaltava, mentre in disco quel cantare sempre "in forte" e sgolato alla lunga ammorba...
Martine Dupuy era molto meglio on stage dove si apprezzavano tecnica e stile, in disco quella voce così secca e onestamente bruttarella perdeva assai, diverso il caso della Cuberli che avendo volume assai piccolo in disco quelle poche volte che glielo hanno consentito fu superba vedi il suo recital di canto e lo fu ancor più che dal vivo dove comunque era, volume e poca fantasia a parte, bravissima.
Veriano Luchetti a Teatro era un tenore veramente straordinario eppure nelle incisione di Nabucco rende poco ma già che ci siamo anche tenori di squillo come GIacomini o eroici e di acuti come Bonisolli esalatavano on stage, in disco o anche in radio perdevano molto.


Non lo so perchè purtroppo non le ho mai udite on stage ma immagino che soprani dalla voce di natura poco attraente come Gencer ed Olivero fosser al top a Teatro ed infatti le loro poche registrazioni non esaltano al mero ascolto, mentre non oso immaginare come fosse la Callas on stage visto che in disco è spettacolare come nessuna altra e questo vale anche per la mia Montse che ahimè ho direttamente ascoltato solo nella fase finale della sua carriera ossia mi sono perso gli anni d'oro quando uscivano i suoi dischi ancora oggi insuperati, mi è cmq parsa cantante notevole anche on stage ma se nei tempi d'oro dal vivo era come nei dischi RCA ed EMI beato chi c'era....ed anche la Tebaldi chi ebbe la ventura di ascoltarla parla di una voce impressionante che riempiva ogni angolo remoto del loggione coi suoi armonici pazzeschi.

Ci sono poi i cantanti che sono abbastanza uguali sia in disco che in Teatro tanto per dire io ho sentito la Kabaiwanska e non mi piace in disco come in Teatro, mio limite ovvio ma non notai differenze particolari, anche se è indubbio che non si trattava di voce fonogenica tipo una RIcciarelli o una Caballè, mentre alcune voci straordinarie da me sentite erano appunto straordinarie sia on stage che in Teatro vedi per tutti Pavarotti, Domingo, Ghiaurov, Raimondi, Kraus, Verrett, Norman, Ramey e Horne, fenomeni veri sia in disco che in Teatro.

Purtroppo non ho sentito a Teatro la Dessay che nelle registrazioni mi pare stratosferica e ciò vale anche per la Bartoli che però neppure nelle tante sue registrazioni mi pare...tale.

P.S: Oggi che poi usa il DVD il discorso appare un tantino superato giacchè oltre alla voce fonogenica occorre oggi anche il fisico video-genico quindi subentrano criteri ancora diversi però per mio conto (ma son gusti) una Norma 74 o una Adriana 76 della Montse a mio parere si fa ancora preferire a tante attuali edizioni più attente ad altri aspetti ma transeat...

Ah, voi sul punto cosa ne pensate ?
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi mascherpa il Gio Lug 29, 2010 10:51 am

Mi colpisce, nel tuo dettagliato elenco, che gli artisti che ti sono parsi piú interessanti in teatro che registrati appaiano piú numerosi (come anche per me) di quelli per cui vale l'esperienza contraria. Eccezione caratteristica i casi di bellissima voce, ottimo fraseggio, ma intonazione incerta (inutile fare un nome e riaprire una vecchia polemica, che qui nel Forum m'ha sempre visto isolato).

Desidero aggiungere che l'esempio piú clamoroso d'un ascolto folgorante in teatro non confermato allo stesso livello dal disco resta (anche?) per me quello della Gruberova / Zerbinetta-Scala-Sawallisch.

Uno squilibrio tra prestazioni dal vivo e registrate si può notare, per ragioni verosimilmente diverse, cioè legate non tanto alla resa della timbrica "strumentale" quanto alla fissazione dell'impeccabilità che hanno le case editrici, anche per alcuni grandissimi direttori d'orchestra. E anche qui il contrario è vero per altri.
Ultima modifica di mascherpa su Gio Lug 29, 2010 11:02 am, modificato 1 volte in totale.
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi marcum il Gio Lug 29, 2010 10:57 am

Puntualizzazioni soggettive:

*La Kabaivanska in disco è l'ombra di quello che era dal vivo. Ascoltata molte volte: la voce correva e swi sentiva, molto più morbida in teatro che in disco, supportata da un carisma scenico straordinario. In disco tutto il contrario.
*Dimitrova: In disco metallica e noiosa. Peccato
*Florez: In disco mi annoia, in teatro mi esalta.
*Kraus: straordinario in teatro e straordinario in disco.
*Devia: mah... direi idem. Anche se in teatro mi ha emozionato parecchio di più.
*Caballé: in disco guadagna parecchio, voce molto fonogenica.
*Freni: in disco perde molto. Ma non mi ha mai entusiasmato ceramenbte neanche dal vivo.
*Ricciarelli : per me difficile dirlo perchè quando l'ho sentita in teatro, nel 91, era già parecchio avanti...
*Dessay, : voce piccola in teatro, in disco ci guadagna parecchio.
Pavarotti: in teatro era un fiume in piena... emozionante!
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi steccanella il Gio Lug 29, 2010 11:33 am

Mi rendo conto di rivolgermi solo a persone un filo...agè ma sarei molto interessato a sapere come erano on stage Del Monaco, Di Stefano e Corelli, tornando ai grandi Bergonzi invece ho fatto in tempo a sentirlo e mi è parso strepitoso tanto quanto in disco ma essendo io un verdiano fanatico ovviamente nutro un particolare afflato per il Carlo di Busseto e già che ci siamo aggiungo anche altre due cantanti e precisamente due mezzo-soprani che dal vivo erano sensazionali assai più che in disco ovvero la Obratsowa e la Cossotto anzi debbo dire che quest'ultima, se è vero che la sua Azucena del Trovatore di Metha RCA è straordinaria, la sua celebrata Amneris viceversa del pure meraviglioso disco EMI di Muti, è inferiore a quel fenomeno che ho più volte visto ed ascoltato in Arena che ti faceva buttare per terra fino a sbucciarti le ginocchia al termine della grande scena del processo dopo il suo finale.... "su voi"

P.S: per mascherpa: è vero...eppure in realtà i miei grandi miti me li sono "costruiti" su disco giacchè i miei soprani preferito, lo avrete capito, sono 4 ossia Callas, Sutherland, Caballè e Scotto e delle 4 ho purtroppo sentito in Teatro solo la Montse e per di più (salomè del 1987 in Scala a parte) già in fase assai calante, non era più quella voce che mi aveva fatto innamorare in disco insomma...
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi mascherpa il Gio Lug 29, 2010 11:54 am

steccanella ha scritto:...sarei molto interessato a sapere come erano on stage Del Monaco, Di Stefano e Corelli

Del Monaco non l'ho mai sentito.

Di Stefano fu il "mio" primo tenore in tre sensi: in Tosca, Arena di Verona 1956, la prima opera che vidi "dal vivo". Ricordo che si sentiva bene tutto, e che al terz'atto bissò. Non inferiore l'impressione di potenza vocale rispetto a Gobbi, che era Scarpia, ma ovviamente non chiedermi un'opinione critica (avevo poco piú di 10 anni). Poi risentii Di Stefano nella primavera del 1962 alla Scala, alla création del Calzare d'argento di Pizzetti (la mia prima "prima assoluta"). Ricordo una delicata vocina che faticava. Fu anche (e tre!) il tenore della prima opera completa che ebbi in disco: una certa Bohème.

Corelli lo ricordo di voce poderosa nella Battaglia di Legnano alla Scala di fine 1961. Ma l'opera mi scivolò addosso, era il periodo in cui guardavo con giovenile e presuntuosa sufficienza al "primo Verdi" (presunzione di cui fece per sempre piazza pulita l'Ernani del 1969): peccato non avesse avuto da cantare, invece, le due romanze della Turandot, che avevo (e ho) in un 45 giri extended play...
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi Figaroleo il Gio Lug 29, 2010 12:31 pm

mascherpa ha scritto: Eccezione caratteristica i casi di bellissima voce, ottimo fraseggio, ma intonazione incerta (inutile fare un nome e riaprire una vecchia polemica, che qui nel Forum m'ha sempre visto isolato).


Chi sarebbe, giusto per saper se concordo?
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi mascherpa il Gio Lug 29, 2010 12:44 pm

Figaroleo ha scritto:Chi sarebbe, giusto per saper se concordo?

Colui che il sommo Carlos protestò.
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi dottorcajus il Gio Lug 29, 2010 1:26 pm

Argomento quanto mai soggettivo e dipendente esclusivamente dal gusto personale.
Da moltissimi anni ascolto un edizione ufficiale, live o in studio, solo per il piacere di ascoltare l'opera in quanto tale senza soffermarmi minimamente sulle singole prestazioni.
Nel rapporto con il disco esce solitamente penalizzato quell'artista che esprime il suo talento non solamente con il canto. Indipendentemente dai gusti, l'esempio della Kabaivanska è perfetto. Lei era una cantante che andava vista per essere apprezzata.
Personalmente non trovo differenza fra teatro (unico luogo dove mi costruisco un opinione del cantante) ed il disco. Difatti la tecnologia consente di ascoltare qualcosa che in teatro andrebbe perso ma non influenza la percezione delle capacità interpretative del cantante.
Se rilevo noia nell'ascolto di un cantante, essa si manifesta in teatro ed in disco. Certamente la sensazione di noia mi colpisce maggiormente in un ascolto dal vivo.
Non frequentando i teatri con la vecchia assiduità oggi, solitamente, scopro un cantante attraverso le registrazioni.
Solitamente le sensazioni che ne ricevo vengono confermate dal successivo ascolto dal vivo. Nei tempi più recenti l'unica discordanza fra registrazione e successivo ascolto dal vito è avvenuta con Alvarez, tenore che aspettavo con ansia di vedere in teatro e che mi ha sufficientemente deluso ed annoiato.
Riprendendo il tema del thread posso dire la mia sull'ascolto diretto dei dischi a 78gg. Nell'ambito di quelle registrazioni acustiche vi erano sicuramente voci più fonogeniche e l'ascolto dei miei cantanti sconosciuti può riservare delle piacevoli sorprese. Solitamente le voci chiare e leggere venivano penalizzate dall'antico metodo di registrazione.
Roberto
Unisco Caruso, Pertile e Schipa ed ho il tenore dei miei sogni!!! Voce, tecnica e malia

Il mio sito web: http://www.lavoceantica.it dedicato agli ignoti cantanti lirici del passato.
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi Figaroleo il Gio Lug 29, 2010 4:00 pm

mascherpa ha scritto:
Figaroleo ha scritto:Chi sarebbe, giusto per saper se concordo?

Colui che il sommo Carlos protestò.

...e chi era costui?
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi Lachmann il Gio Lug 29, 2010 4:02 pm

Figaroleo ha scritto:
mascherpa ha scritto:
Figaroleo ha scritto:Chi sarebbe, giusto per saper se concordo?

Colui che il sommo Carlos protestò.

...e chi era costui?

Renato Bruson. :wink:
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi domenico il Gio Lug 29, 2010 9:39 pm

Indubbiamente la registrazione spesso falsa la realtà. Il microfono amplifica il suono e rende spesso la voce molto piu' potente che non in teatro.. Recentemente ho imparato ad apprezzare Brownlee ascoltando da You tube. Interessante la voce, bella l'interpretazione, notevole la tecnica. Mi sono recato in Scala con l'entusiasmo di sentirlo dal vivo. Indubbiamente bravo comunque ma la voce proprio piccola. Un caso opposto.
impossibile registrare la Nillson nella potenza della sua voce. Avrebbe provocato impossibili distorsioni. Quindi per lei si doveva usare in basso la "manovella". Me la ricordo alla Scala in Turandot. Sono certo che i suoi acuti sarebbero stati udibili anche in Piazza del Duomo, solo si fossero tenute le porte aperte! Impressionante.
Come pure lo era la Cossotto in Amneris. Per di piu' la buona Fiorenza conosceva alla perfezione il punto piu' acustico del palcoscenico. Quello era suo. La Callas purtroppo l'ho vista solo in Medea 1961 e Norma 1965 a Parigi. In ogni modo era comunque da brivido. Altra impressione indelebile è stata la sutherland nella cabaletta finale di Sonnambula con Kraus alla Scala. Altra voce piena , vibrante, che raggiungeva ogni angolo del teatro. Le registrazioni forse vanno a catturare meglio gli armonici in tutto il loro splendore. Ho visto la Montsi all'inizio del suo rapporto con la Scala. Straordinaria musicalità e colore. I suoi DO potevano essere tutto.
Anche MI o FA sovracuti, tanto erano timbrati e belli. Quello che le imputo in negativo è spesso la pigrizia.
Inventare parole e frasi intere o "tirar via" pezzi drammatici e faticosi per concentrarsi nei finali .
Inoltre l'aver cantato anche l'elenco del telefono..... con risultati a volte ridicoli. Non direi nulla se non fosse la Montsi e cioè una delle piu' rare ed importanti voci del secolo scorso. La Scotto è stata aiutata dal disco non tanto per la quantità di voce (timbratissima e che arrivava ovunque) ma per la possibilità di rifare pezzi mal riusciti. Questo vale per tutti i cantanti in sala di incisione. Per la Scotto in modo particolare. Con ciò ci ha lasciato ottimi ricordi che vanno dalla splendida Butterfly alla altrettanto splendida Giulietta dei Capuleti. Meno ovviamente nei Vespri, opera non adatta alle sue possibilità vocali.
Pavarotti è stato fantasmagorico sia in teatro che in disco. Non tutti i dischi comunque.
Domingo , grande voce in teatro ed in disco. In questo momento sto vedendo ed ascoltando il suo Simone della Scala. Bravissimo. E se Verdi avesse scritto Simone per un tenore da Otello? Se a 70 anni si canta ancora così non mi resta che alzarmi in piedi. Mirella Freni. Straordinaria in teatro ed in disco. Intendo la sua Boheme ma anche la sua Micaela. Il suo Faust fantastico in teatro ed in registrazione. Andate ad ascoltarvi il suo Faust con Gedda cantato a Parigi nel 1975. Brave in teatro ed in disco la Devia, Gruberova e tanti altri.
Ma perchè non citare tenori quali Gianni Raimondi? In quegli anni se la tua voce non correva eri out. E lui era IN.
Ma la Simionato,grande .E la Fedorona Barbieri ?. La sua "reverenza" del Falstaff è passata alla storia dell'opera.
Per chiudere cito una basso: Ghiaurov. L'ho acoltato per la prima volta in Meda con la Callas. Non era una voce. Era un fiume di bellissima voce. Impressionante. Mentre scrivo in TV Domingo sta cantando Boccanegra. In questo momento è a "vo gradando pace e vo gradando amore" . Dite quel che volete ma ho la pelle d'oca......
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi fulvio il Gio Lug 29, 2010 9:57 pm

domenico ha scritto: Ho visto la Montsi all'inizio del suo rapporto con la Scala. Straordinaria musicalità e colore. I suoi DO potevano essere tutto.
Anche MI o FA sovracuti, tanto erano timbrati e belli.


Ma la Caballè aveva queste note?
Il vero melomane è colui che, udendo una donna cantare in bagno, si avvicina al buco della serratura e vi pone l'orecchio.
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi domenico il Gio Lug 29, 2010 10:28 pm

La Caballè non aveva sovracuti. Il suo DO era talmente timbrato e potente da somigliare ad un sovracuto .

Per questo motivo ho scritto che un suo do poteva essere tutto. Questa almeno è stata la mia impressione quando l'ho cominciata ad ascoltare alla Scala.
In quanto a sovracuti "veri", quelli impressionanti sono stati per me quelli della Sutherland. Altre avevano note altissime, è vero, ma non di quella forza e potenza.
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi domenico il Gio Lug 29, 2010 10:35 pm

E' stato pubblicato sul sito l'articolo nato da una intervista alla Scotto dopo i Vespri della Scala 1970 contro Maria Callas- Avevo scritto, sbagliando, che rinunciando dopo i fischi , ad altri impegni con la Scala, la Scotto aveva aperto la strada alla Sills nell'Assedio di Corinto. E' vero che la Sills è arrivata alla Scala nel 1969 in seguito alla rinuncia della Scotto ma solo perchè la Scotto era incinta. Vero è invece che dopo i Vespri la Scotto non è piu' tornata alla Scala se non per un concerto dopo molti anni .
Questo per rettificare un mio errore dovuto alla memoria dopo 40 anni !!!!!!
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Re: Il disco (o la radio) falsano ? Voci fonogeniche e non...

Messaggiodi Ugo D'Este il Gio Lug 29, 2010 10:37 pm

Mi è sempre parso che il criterio dominante da parte delle case discografiche, nell'arruolamento dei cantanti d'opera, sia la bellezza del timbro. E questo molto più della forbitezza tecnica o del talento interpretativo.
Cantanti spesso straordinari come i citati Olivero, Kraus, Sills, Vickers, Devia, Blake, Dimitrova, Bonisolli, Gencer... hanno avuto tutti carriere discografiche molto meno importanti rispetto al loro effettivo valore artistico; rispetto al peso che la loro presenza ha avuto sui palcoscenici di tutto il mondo.
Tutti o quasi i cantanti che hanno inciso molto-moltissimo sono stati baciati da un timbro benedetto: Pavarotti, Ricciarelli, Domingo, Freni, Carreras, Sutherland, non cantavano necessariamente meglio dei loro colleghi, ma disponevano tutti di uno smalto sonoro più seducente e prezioso, o per lo meno a me così sembra.
E oggi, quando pure si incide infinitamente meno che negli anni 60-70, e si dovrebbe far tesoro degli errori passati e cercare di documentare anche personalità artistiche meno edonisticamente appaganti per l'orecchio, impera la stessa concezione.
Sono convinto che se un'artista tutto sommato modesta come la Gheorghiu ha una discografia molto più nutrita di una Karita Mattila (che è una grande artista) è solo in virtù di un timbro più genericamente bello.
O ancora, cosa si cela dietro il grande successo discografico di Anna Netrebko, che sa cantare, è una professionista, ma non mi sembra abbia personalità debordante? Sicuramente, di nuovo, la bellezza del timbro, che oggi, credo, non teme confronti tra le voci di soprano lirico in circolazione.
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