IDOMENEO A TORINO

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IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi Ping il Lun Gen 25, 2010 1:03 pm

(questa sarà forse la "settimana della bontà" :oops: o sono io che sono in particolare stato di grazia :roll: ma sono uscita entusiasta da tutti gli spettacoli che ho visto :clap: e non fa eccezione nemmeno questo Idomeneo :wink: ) Premesso che Idomeneo nonè proprio l'opera di Mozart che preferisco e che solitamente tende un po' ad annoiarmi questa volta sono uscita proprio soddisfatta: non solo per alcuni aspetti della compagnia di canto ma soprattutto per l'allestimento che mi è piciuto tantissimo: un ambientazione "sottomarina" con un affascinante effetto di immersione nell'acqua, uno spettacolo che ha saputo sorprendere (la caduta dall'alto negli abissi del mimo/Idomeneo ad esempio) divertire con qualche aspetto ironico (la spiritosa caratterizzazione di Elektra:un po' Jessica Rabbit) ma anche incantare con molte immagini poetiche: bellissimo il momento in cui il telo nero mosso dai mimi simula il mare in tempesta o l'aria solistica di Idomeneo che canta circondato solo dall'acqua, o l'efetto luce dello splendio finale!Piacevoli scoperte poi dal lato canoro per la conoscenza di 2 interpreti che non avevo mai sentito e che mi hanno favorevlmente impressionato: Mattew Polenzani nel ruolo eponimo: una bella voce con gran volume e Ruxandra Donose nel ruolo di Idamante ! Brava e spiritosa anche Eva Mei/Elektra, un pò deludente invece Annik Mssis nel ruolo di Ilia (forse non proprio il suo ruolo ideale) partita con un esordio un po' incerto si è comunque riscattata nell'aria finale. Non particolarmente ispirata invece la direzione che definirei piuttosto di routine. Lo spettacolo comunque mi è piaciuto ed ha saputo emozionarmi e coinvolgermi (cosa che consideravo personalmente abbastanza insperata per questo titolo)e lo considero dunque un grande merito! :wink: :clap:
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi orphicus il Lun Gen 25, 2010 5:26 pm

“Idomeneo” è l’opera che segna il raggiungimento della piena maturità del genio mozartiano, l’opera con cui il giovane salisburghese stravolge dall’interno la struttura dell’opera seria settecentesca aprendo squarci di inaudita modernità. Il libretto di Varesco molto bello in se – alcuni dei versi sono fra i più belli di tutta la storia del melodramma – era comunque molto ancorato alle convenzioni del genere, convenzioni che invece Mozart spazza via con l’irruenza di un libecciata primaverile.

La ripresa torinese non ha dato però pienamente ragione alla statura dell’opera, in gran parte per colpa di una regia decisamente molto deludente. Davide Livermore ha sicuramente talento e in passato ha presentato sul palcoscenico torinese spettacoli di notevole interesse – il suo “Die Entführung aus dem Serail” resta fra le poche regie “moderne” veramente godibili viste in questi anni – ma questa volta lo spettacolo è stato totalmente mancato.

La vicenda risultava chiusa in una spazio unitario, ampie pareti decorate da bolle d’acqua ad evocare l’elemento marino centrale nell’opera, peccato che l’effetto risultasse decisamente stancante e noioso, in oltre l’ambiente subacqueo con effetti da Sirenetta disneyana non pare molto in linea con l’universo mozartiano. Per il resto la scena era composta solo da scarni elementi destinati a descrivere un’umanità rovinata: una vecchia muscle-car americana con tanto di coda a pinne; il frontone di un tempio greco in rovina; una vecchia televisione; un letto a baldacchino scompaginato dal vento; un lampione stradale. Unica modifica della scena nel terzo atto quando gli stessi elementi apparivano stravolti dalla furia del mare scatenata da Nettuno. Una fissità in totale disaccordo con la volontà di drammatizzazione condotta da Mozart sul libretto. Il tutto in un ambiente molto cupo e opprimente, anche nei momenti dove la situazione teatrale e l'atmosfera musicale vanno in direzione diversa.

La povertà delle scene era accompagnata da una scarsa efficacia della parte propriamente registica. Certo un’abile mano si riconosceva in alcuni elementi riusciti: l’identificazione fra Nettuno e Idomeneo metafora del Dio come creazione della follia umana; l’immagine del naufragio con Idomeneo sollevato in aria e intendo a muoversi come un naufrago fra le onde e ancor più suggestive le comparse di bianco vestite che Ilia tenta di abbracciare ma che sfuggivano al suo contatto, elegante rappresentazione dei fantasmi dei famigliari massacrati nel giorno fatale di Troia. Ma si trattava di scarsi elementi in una regia confusa, dibattuta fra la staticità e l’esagitazione, con movimenti mal definiti – molto modesta la gestione del coro sempre uguale quale fosse la situazione drammatica – e soluzioni poco convincenti. Deludenti e alquanto banalotte le proiezioni come la mano di Nettuno che agita le acque per scatenare il maremoto. In passato Livermore aveva mostrato molto di meglio anche in questo ambito.

Costumi anonimi per gli uomini – i soliti pastrani - unica particolarità i soprabiti in plexiglas chiamati a rafforzare la dimensione marina; più personalizzati quelle delle donne: Ilia vestita – giustamente – da principessa orientale mentre Elettra trasformata in una mangia uomini con lunga chioma tizianesca, abito rosso e spacco vertiginoso, una via di mezzo fra Jessica Rabbit e via Gradoli.

Sul versante musicale le cose andavano decisamente meglio. Personalmente ho trovato di grande interesse il tenore americano Matthew Polenzani, voce di autentico tenore mozartiano, squillante e sonora, per nulla femminea, giustamente drammatica. Ottima la linea di canto – solo qualche minima difficoltà nelle colorature di “fuor dal mare” eseguita nella versione completa; recitativi scanditi con sicurezza, buona provincia italiana. Dobbiamo ringraziare il Regio di aver portato in Italia questa stella del Metropolitan in un titolo che trovo gli risulti molto congeniale.

Altro punto di forza del cast si è rivelata la giovane rumena Ruxandra Donose. Mezzosoprano dal timbro chiaro, quasi sopranile, particolarmente congeniale al giovane principe cretese; ha sfoggiato una qualità di canto veramente considerevole. La linea vocale è sempre fluida, omogenea, di estrema pulizia; l’interprete è appassionata e convincente. L’unico limite sta in un volume abbastanza limitato, specie nelle note gravi. Bravissimo Alessandro Liberatore nella grande aria di Arbace nel terzo atto.

Meno convincenti i soprani, ma in questo ambito bisogna considerare gli spostamenti di cast sopravvenuti al progetto originale. Eva Mei era potenzialmente una Ilia ideale, passata ad Elettra si trova ad affrontare un personaggio che gli è sicuramente meno congeniale. La Mei è cantante sensibile e il risultato è comunque molto soddisfacente, la scelta è stata quella di mettere in maggior evidenza la parti più liriche e cantabili – splendida al riguardo l’aria del secondo atto “Idol mio, se ritroso” culmine dell’interpretazione delle Mei – rispetto a quelli più scopertamente drammatici affrontati comunque in modo decisamente apprezzabile. Il personaggio era inoltre decisamente penalizzato dalla regia che lo affrontava in un’ottica apertamente ironica travisandolo totalmente, non si può ridurre Elettra ad una macchietta che prende a borsettate Arbace e appena può tenta di approfittare di Idamante.

Decisamente debole invece la Ilia di Annick Massis. Voce troppo leggera per il ruolo, timbro spento, accento perennemente querulo. La parte di Ilia è forse la più compiuta dell’opera e dispiace un approccio così superficiale. Certo la Massis è subentrata in seconda battuta ma la provo è stata comunque deludente.

Il giovane direttore ceco Tomáš Netopil ha guidato l’orchestra del Regio con sicurezza e ottimo passo teatrale seppur senza particolari colpi d’ala e come sempre molto buona la prova del coro diretto da Roberto Gabbiani
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi Ping il Lun Gen 25, 2010 6:26 pm

Ping ha scritto: l'allestimento che mi è piciuto tantissimo...

orphicus ha scritto: .. una regia decisamente molto deludente.

:roll: IL MONDO E' BELLO PERCHE' E' VARIO!! :mrgreen:
(MA OVVIAMENTE HO RAGIONE IO! :mrgreen: :wink: )
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi davide devoti il Lun Feb 01, 2010 10:05 pm

Ieri ho assistito alla recita domenicale in un gremitissimo teatro. Che dire: parzialmente soddisfatto....

Il lato vocale sicuramente buono, soprattutto grazie al protagonista Polenzani (bella voce e buona interpretazione), della Donose (Idamante) e della Mei che è partita un po' in sordina nella prima aria, ma si è riscattata nel terzo atto arrivando all'aria famosa con grande spolvero vocale ed interpretativo. Meno bene la Massis dalla voce spesso velata (e grandi problemi di respirazione), tono un po' querulo, interpretazione noiosetta. Bene Liberatore nella sua aria.

Orchestra e direzione così così: un po' fracassona, un po' imprecisa. per Mozart - che è matematica pura - ci vorrebbe altro. Buono il coro.

Lo spettacolo non mi è piaciuto ed in particolare per la regia, piena di movimenti sciocchi (quali i continui svenimenti e resurrezioni di varie comparse di ogni età, i movimenti delle braccia a sincrono dei vari cantanti, il continuo ricorso dei personaggi a tagliarsi il palmo della mano....chissà poi perchè?, per non dire della Elettra femme fatale stile Jesica Rabbit, come ha giustamente notato la mitica Ping, che certamente non ha aiutato lo sviluppo del personaggio).
Le scene (meglio descritte da Giordano) inizialmente potevano essere affascinanti (così come l'ambientazione in un acquario), ma alla fine risultavano stucchevoli e, tra l'altro, chiudendo lo spazio del palcoscenico, andavano ad inficiare i movimenti dei cantanti (che nelle arie cantavano quasi sempre in proscenio) e del coro (che infatti rimaneva sempre fermo e ammassato).
Come uomo è appena passabile, ma come donna........ è una vera chiavica!!!!
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi il fantasma il Mar Feb 02, 2010 12:36 am

..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi gergio il Mar Feb 02, 2010 3:10 am

il fantasma ha scritto:..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......

Questo ragionamento non funziona. Ti assicuro che se anche avessero scritturato gli stessi cantanti, non li avrebbero pagati di meno, risparmiando. Non funziona così. Un cantante non viene pagato di meno se canta un opera che ha appena cantato.
Senza contare che i cantanti dell'Idomeneo torinese, molto probabilmente avranno già altri impegni nel periodo dell'Idomeneo bolognese.
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi escamillo il Mar Feb 02, 2010 3:16 am

Ping ha scritto:
Ping ha scritto: l'allestimento che mi è piciuto tantissimo...

orphicus ha scritto: .. una regia decisamente molto deludente.

:roll: IL MONDO E' BELLO PERCHE' E' VARIO!! :mrgreen:
(MA OVVIAMENTE HO RAGIONE IO! :mrgreen: :wink: )

Orphicus cortesemente lo ha definito deludente, io l'ho trovato abominevole, al punto da far venire voglia di chiudere gli occhi ed ascoltare le voci al buio.
In altre occasioni , il Ratto e sopratutto il Billy Budd di qualche stagione fa, Livermore aveva prodotto delle regie bellissime, oltretutto con pochi mezzi.stavolta invece ha proprio toppato alla grande.Non un'idea, un gesto, un momento da salvare: un 'interpretazione dell'opera totalmente erronea e fuorviante.Non mi stupirebbe se Bologna protestasse anche questo allestimento, come ha fatto con la infelice Stuarda di Trieste.Scenografia cupa,monotona, claustrofobica e incongrua, movimenti e recitazione piatti quando non grotteschi, come le comparse moribonde che stramazzano al tocco di Ilia, o addirittura fastidiosi.Un 'aria come "idol mio, se a me ritroso", esempio di purezza, eleganza, armonia, non si può e non si deve rovinare facendo muovere con sciocca e inutile volgarità Elettra ( povera Mei ! ) come una baldracca da casa chiusa, sempre intenta a mettersi le mani di Idamante sulle poppe o sulle chiappe; per non parlare del povero Polenzani, costretto a infilarsi una pila accesa in bocca in una demenziale lettura della sentenza del nume.Meglio tacere delle ormai inevitabili palandrane che gli originalissimi costumisti infilano ormai in qualunque opera, e della mise imposta alla Mei.
Concordo con la valutazione nel complesso positiva di Matthew Polenzani, che ha tenuto il ruolo con autorità e si é disimpegnato coraggiosamente in fuor del mar, superando senza troppi danni anche gli scogli più impervi.
Certo non é Gedda o Merritt, ha dovuto forzare e le agilità più che sgranarsi scivolavano, ma il colore é sufficientemente corposo e il timbro virile.Appena discreto l'Idamante di Ruxandra Donose, con qualche durezza di troppo in acuto e centri troppo aperti .Molto deludente la Massis, una soprano che ha un passato ma forse non più un presente.Interpretazione del personaggio superficiale , uso collegiale timida,ed usura vocale evidente nel passaggio, nel colore opaco e nelle incerte intonature di alcuni attacchi.Il buon gusto delle linea di canto ( in cui peraltro le lodevoli intenzioni non erano corrisposte pienamente dal risultato )non salva una prova insufficiente.
A disagio anche Eva Mei, che dalla parte a lei più congeniale di Ilia é stata dirottata su un ruolo, quello di Elettra, che richiederebbe una vocalità da lirico spinto, quantomeno, e dunque molto diversa dalla sua.Non a caso la sola aria a lei congeniale, idol mio, l'ha cantata bene, con garbo, sul fiato,con bei colori e sfumature.Ma dove la tessitura richiedeva prestanza vocale, gravi sonori e timbrati, staccati incisivi , é stata sempre in difficoltà, e nell'aria finale é apparsa affaticata.Efficace la direzione di Netopil, molto preoccupato di imprimere una dinamica scattante e veloce al gioco dell'orchestra , non troppo brillante, stranamente , il coro.
Ultima notazione negativa, la presenza in sala ( era il 29 gennaio ) di una querula,rumorosa e spudorata claque che ha accolto con gridolini da stadio gli artefici di una rappresentazione che certo non passerà alla storia del teatro.
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi fulvio il Mar Feb 02, 2010 3:33 pm

il fantasma ha scritto:..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......


Penso che per Bologna saranno impiegati gli allievi della locale Scuola dell'opera. L'unico motivo dovrebbe essere questo. Si tratta di una produzione in cui il Comunale ha voluto impiegare esclusivamente le proprie risorse interne.
Il vero melomane è colui che, udendo una donna cantare in bagno, si avvicina al buco della serratura e vi pone l'orecchio.
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi il fantasma il Mar Feb 02, 2010 5:52 pm

gergio ha scritto:
il fantasma ha scritto:..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......

Questo ragionamento non funziona. Ti assicuro che se anche avessero scritturato gli stessi cantanti, non li avrebbero pagati di meno, risparmiando. Non funziona così. Un cantante non viene pagato di meno se canta un opera che ha appena cantato.
Senza contare che i cantanti dell'Idomeneo torinese, molto probabilmente avranno già altri impegni nel periodo dell'Idomeneo bolognese.

..... Sarò anche poco esperto ma però..... ogni volta che vengono fatte delle CO-produzioni tra più teatri che rappresentano la stessa opera a distanza di poche settimane..... solitamente.... ed almeno io.... ho sempre visto gli stessi cast.
Per di più Torino aveva ben due cast completi e quindi ho trovato oltremodo strano che dei due cast nessun cantante sia stato confermato per le recite di Bologna.
Peraltro se i teatri che CO producono oltre all'allestimento scelgono insieme anche gli interpreti il risparmio è cosa certa!!!!!!
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi il fantasma il Mar Feb 02, 2010 6:07 pm

fulvio ha scritto:
il fantasma ha scritto:..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......


Penso che per Bologna saranno impiegati gli allievi della locale Scuola dell'opera. L'unico motivo dovrebbe essere questo. Si tratta di una produzione in cui il Comunale ha voluto impiegare esclusivamente le proprie risorse interne.

Ma perchè Idomeneo è un titolo da interpreti provenienti dalla scuola dell'opera????
Auguri e in bocca al lupo agli allievi della scuola dell'opera.......
E per le altre piazze?????? sempre gli allievi della scuola dell'opera??????
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi senzapre7ese il Mar Feb 02, 2010 7:37 pm

Un saluto a tutti, sono nuovo del forum. Ho visto anch'io l'Idomeneo di Torino e - anche se non posso fare confronti con altre regie di Livermore - per me si è trattato di uno spettacolo molto suggestivo, fin dalla scena iniziale con Idomeneo che scaglia gli oggetti nell'acquario e poi il baldacchino di Ilia che "cade" nell'acqua e il conseguente svolgimento sottomarino.
Certo non mi erano chiari alcuni gesti, soprattutto del coro, che ho genericamente intepretato come un richiamo ai gesti simbolici del coro greco.
Le note negative sono soprattutto per il cast: io ho ascoltato il secondo con José Ferrero nel ruolo di Idomeneo, Lucia Cirillo/Idamante, Yolanda Auyanet/Ilia e Patrizia Biccirè/Elettra. Arbace era sempre Alessandro Liberatore. A parte Lucia Cirillo, che è stata bravissima e meriterebbe di cantare in un primo cast (e magari migliore di quello che ho letto del primo cast di questo Idomeneo), gli altri si mantenevano nella mediocrità, con il punto più basso rappresentato dalla Biccirè.
Quello che davvero mi ha infastidito è stato Ferrero: io non mi lamento se vedo un secondo cast (in cambio di una Mei che non ha brillato come Elettra, ho ascoltato l'ottimo Idamante della Cirillo), ma se mi becco "Fuor del mar" nella versione ridotta (e pure tagliuzzata?) e poi scopro che la sera prima Matthew Polenzani l'ha cantata completa... :<> Insomma il biglietto non è che mi è costato di meno perché c'era il secondo cast!
Aria che tra l'altro - oltre a essere una delle più belle composte da Mozart per tenore - era pure la chiave della regia di Livermore: tutto accadeva nell'acquario-il "mare in seno" di Idomeneo, che il regista identifica con Nettuno attribuendogli tutti i gesti del dio irato e persino la Voce. E poi mi accorciate l'aria?
Per concludere, Netopil: buono per il suono dell'orchestra e i tempi rapidi alla barocca, ma forse poco deciso nelle scelte intepretative. E poi qualche balletto - non dico tutti - poteva lasciarlo.
Insomma un ottimo spettacolo anche se musicalmente non sempre all'altezza, comunque sono più che soddisfatto.
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi gergio il Mar Feb 02, 2010 8:22 pm

il fantasma ha scritto:Peraltro se i teatri che CO producono oltre all'allestimento scelgono insieme anche gli interpreti il risparmio è cosa certa!!!!!!

Ma non è vero! Il cantante percepisce il proprio cachet invariato per ogni recita che fa! Indipendentemente dal fatto che sia una coproduzione o no!
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi hagen il Mar Feb 02, 2010 9:53 pm

Ho messo sul blog una piccola rece dello spettacolo.
A chi può interessare.
Saluti, hagen
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi il fantasma il Mar Feb 02, 2010 10:35 pm

gergio ha scritto:
il fantasma ha scritto:Peraltro se i teatri che CO producono oltre all'allestimento scelgono insieme anche gli interpreti il risparmio è cosa certa!!!!!!

Ma non è vero! Il cantante percepisce il proprio cachet invariato per ogni recita che fa! Indipendentemente dal fatto che sia una coproduzione o no!

mmmmmm.......non quelli che conosco io...... ma non è importante.
E comunque non venitemi a raccontare che uno spettacolo montato con un mese di prove in un teatro che deve nuovamente essere riallestito con un altro mese di prove e nuovi interpreti in un altro teatro ha gli stessi costi di quello che viene montato una volta sola e circuita su diverse piazze!!!
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Re: IDOMENEO A TORINO

Messaggiodi fulvio il Mer Feb 03, 2010 12:00 am

il fantasma ha scritto:
fulvio ha scritto:
il fantasma ha scritto:..... Poi Mr Tutino e Triola ci spiegheranno come mai dei due cast di Torino non andava bene nessuno...... mi risulta che a Bologna ci saranno cantanti tutti diversi e questo....... di sicuro non sarà un risparmio......


Penso che per Bologna saranno impiegati gli allievi della locale Scuola dell'opera. L'unico motivo dovrebbe essere questo. Si tratta di una produzione in cui il Comunale ha voluto impiegare esclusivamente le proprie risorse interne.

Ma perchè Idomeneo è un titolo da interpreti provenienti dalla scuola dell'opera????
Auguri e in bocca al lupo agli allievi della scuola dell'opera.......
E per le altre piazze?????? sempre gli allievi della scuola dell'opera??????
Mr Triola the best!!!


Guarda, sinceramente penso che di opere ideali per essere eseguite da allievi di qualsiasi scuola di canto in senso generale non ce ne siano. A cantarle bene tutte le opere sono difficilissime. In ogni caso credo che sia meglio ascoltare prima questi ragazzi della scuola di Bologna e solo in un secondo tempo esprimere eventualmente delle riserve. In fin dei conti non si tratta di una novità ascoltare allievi nei cast delle stagioni teatrali, basti pensare alla protagonista dell'ultima inaugurazione scaligera oppure alle recenti Convenienze sempre alla Scala. Sicuramente non potranno vantare l'esperienza di grandi artisti in carriera, ma magari può capitare di ascoltatre e conoscere qualche giovane promettente e di belle speranze. In fin dei conti anche la maggior parte dei grandi erano giovani e sconosciuti quando hanno iniziato.
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